Museo del Profumo
 

 

Dopo anni ormai l'avveneristico progetto sembra giungere ad una felice quanto concreta conclusione.

vediamo un po' come siamo giunti a questo punto.

2002: l'amministrazione comunale rende pubblico il progetto di un avveneristico polo multi funzionale, trova appoggio in numerosi ambiti amministrativi locali, e politici nazionali. L'allora sindaco esponeva con orgoglio il nuovo progetto suggerendo come questa infrastruttura potesse essere motivo di attrazione turistica e di rilancio socio economico per Sant'Elena Sannita e le aree circostanti in quanto avrebbe impiegato numerose persone nella sua gestione.
L'idea di costruire un museo del profumo a S.Elena è nata prendendo spunto dalla caratteristica storia che accomuna quasi tutti i santelenesi e che li ha portati ad essere leader nel mercato nazionale della profumeria e della cosmetica.

Dunque nel 2002 l'idea del museo si faceva pian piano strada andandosi ad inserire in un panorama culturale in ancora in via di sviluppo con la regione molise che iniziava ad affacciarsi sul panorama del turismo offrendo un numero crescente di attrattive.

2003: il progetto viene visto sempre con maggiore interesse sia da soggetti pubblici che da privati possibili co-finanziatori. Intanto veniva alla luce la Fondazione per Il Museo del Profumo di Sant'Elena Sannita che negli anni a venire si sarebbe evoluta nella Fondazione il Cammino del Profumo.

 


2004: dopo un po' di silenzio l'idea del centro polifunzionale sembrava ormai lontana, i finanziamenti non sarebbero mai arrivati, i santelenesi si riunirono e decisero di adoperarsi aprendo una piccola mostra negli spazi dell'edificio comunale nella Prima Giornata 'Il Cammino del Profumo'.

2005: Lo spazio espositivo aumenta, il comune mette a disposizione l'intero piano superiore del Municipio ed iniziano a circolare nuove idee... si discute in piazza con invitati illustri sul tema "idea progetto per la valorizzazione e la promozione turistica del territorio" per cercare di giungere ad un progetto più abbordabile e anche di più semplice costruzione in un territorio accidentato come quello del comune di Sant'Elena.La Giornata il Cammino del Profumo non è solo dibattiti, ma un'occasione per vivere, conoscere ed apprezzare il territorio attraverso escursioni naturalistiche, estemporanee di pittura sul tema "I Profumi del Territorio". Il museo ancora lungi dall'essere concluso già era motivo di dibattito culturale.

2006: Finalmente viene presentato un nuovo progetto, ormai definitivo, che prevede il recupero di due edifici che un tempo furono di proprietà del comune, vi si svolgevano le lezioni delle scuole elementari, con questa idea così precisa e concreta l'amministrazione comunale riesce a convincere lo stato ad elargire una discreta quantità di fondi, tanto da poter acquistare gli immobili e il terreno retrostante, ristrutturarli e adattarli alla loro futura funzione

2007: iniziano i lavori...

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2008: durante l'estate la V Giornata il Cammino del Profumo è l'occasione per mostrare con orgoglio l'opera ormai in cantiere e dare una conferenza stampa in piazza
per aggiornare la cittadinanza sull'avanzata dei lavori

2009: I lavori procedono a ritmi serrati, viene indetto il primo convegno a cui viene invitata tutta la popolazione per presentare quello che sarà il futuro di S.Elena, un'occasione di riscatto. Ancora da rifinire, il Museo del profumo viene presentato! Il pian terreno consta in due ampi locali che fungeranno probabilmente da sala conferenze; al piano superiore i vani saranno adibiti a spazio espositivo. Il terreno retrostante è stato gestito in modo da ospitare due ampie aiuole nelle quali poter coltivare specie botaniche di interesse cosmetico.

Il primo progetto prevedeva un museo che si sarebbe sviluppato su due livelli di circa 1000mq per ogni piano e su spazi esterni attrezzati con serre e giardini per la coltivazione e la sperimentazione su piante per nuove essenze. Le serre avrebbero avuto una copertura trasperente in lastre di policarbonato, supportate da una struttura metallica reticolare. Doveva essere luogo espositivo dove presentare il profumo sotto i suoi più vari aspetti, e luogo di formazione culturale. Qui sarebbero state indetto manifestazioni, seminari, convegni ed eventi legati al mondo della moda, stage di aromaterapia e sperimentazione chimica di essenze in collaborazione con l'Università del Molise. Tuttavia l'attuazione di questo programma prevedeva un impiego eccessivo di risorse, uno spazio così ampio sarebbe stato anche difficile da reperire sul territorio e di difficile gestione da parte del comune. Si è quindi giunti ad un piccolo compromesso a mio avviso molto interessante. Nei luoghi preposti alla formazione dei ragazzi fino alla fine degli anni '60 si continuerà a fare cultura, inserendo in una struttura ottocentesca un polo di eccellenza e di avanguardia tecnologica. L'orto botanico ospiterà un discreto numero di specie vegetali e i due locali restaurati daranno senza alcun dubbio una personalità del tutto particolare a questa nuova scommessa santelenese

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